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Star bene in quarantena: come attivare le risorse personali

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L’emergenza sanitaria a cui stiamo assistendo ha attivato inizialmente incredulità ed una sorta di negazione della gravità del problema. Di fronte però all’aumento dei decessi e alle restrizioni messe in atto dal governo ci siamo trovati a sperimentare la paura, l’ansia, l’impotenza, la claustrofobia… Tutte sensazioni che appesantiscono e inducono a sbalzi di umore e a momenti di ansia che rischiano di trasformarsi in uno stato d’animo ingestibile.

La paura è un’emozione positiva: la sua funzione, dal punto di vista evoluzionistico, è di proteggerci dal pericolo esterno mettendo in campo le risorse a disposizione. Quando però la paura si trasforma nell’ansia e nel timore di perdere il controllo, il contatto con le nostre risorse, indispensabili per affrontare una situazione di pericolo, viene meno.

Il primo passo per affrontare l’ansia è riflettere sul fatto che, anche se la situazione intorno a noi è cambiata per via delle disposizioni restrittive, noi siamo sempre gli stessi: le nostre qualità ed i nostri difetti continuano ad essere presenti, così come le nostre risorse. Semplicemente lo stare a casa, in isolamento, ci costringe a rivedere le nostre abitudini e a fare degli adattamenti a questa nuova realtà.

Accettarla anziché subirla permette di attivare e sviluppare la nostra parte creativa. La noia è spesso l’inizio del processo di riscoperta e di gioco nel bambino e può permettere di trasformare una situazione vissuta come negativa in un’esperienza positiva.

Occorre in questo senso far appello alla resilienza. Per svilupparla bisogna adottare un atteggiamento costruttivo, organizzarsi restando sensibili ed aperti alle opportunità che la vita può offrire in ogni situazione, anche negativa come questa, senza alienare la propria identità.

Diverse sono le attività e le risorse a disposizione che è possibile utilizzare anche stando isolati nel perimetro delle nostre case e che ci possono permettere di gestire in maniera più sana ed equilibrata la situazione stressante che l’emergenza comporta:

  • Fare attività fisica: tenere il nostro fisico allenato, nonostante le limitazioni a cui siamo sottoposti, è indispensabile per l’umore e per regolare il ciclo del sonno. Questo significa dedicare almeno mezzora ogni giorno all’attività fisica con esercizi di corpo libero che aiutino ad aumentare la frequenza cardiaca e a scaricare la tensione e praticare yoga o pilates per il mantenimento del benessere psicofisico e tecniche di rilassamento per ristabilire l’equilibrio.
  • La lettura: leggere i quotidiani è indispensabile per avere una quadro realistico della situazione che stiamo vivendo. Tuttavia è essenziale, soprattutto in questo periodo, l’evasione che un buon romanzo ci può dare. La lettura diventa una risorsa per poter staccare la spina e vivere, per qualche pagina, in un mondo altro dove la paura e le limitazioni del presente scompaiono.
  • Guardare un film o una serie TV: lo stesso vale per l’esperienza di guardare un bel film o la nostra serie TV preferita; entrambe aprono la possibilità di fare esperienze emotive positive.
  • Cucinare: dare maggiore attenzione ad un’alimentazione sana ed equilibrata. Questo non vuol dire mettersi a dieta ma dare il giusto supporto nutrizionale al nostro organismo variando il più possibile la nostra alimentazione e facendo entrare nella nostra abitudine alimentare nuovi cibi. Avendo più tempo a disposizione possiamo permetterci di cucinare avendo più cura di quello che mangiamo.
  • Fare qualcosa di nuovo: raramente ci è capitato di avere tempo a disposizione per dedicarci ad imparare qualcosa di nuovo. Qualcosa che abbiamo sempre pensato di fare ma che non abbiamo mai concretizzato. un corso per imparare una nuova lingua, un corso di yoga oppure di pilates. Oppure dedicarci alla scrittura, al disegno, alla pittura, al giardinaggio..Non è importante quello che si decide di fare ma attivarsi mentalmente per progettare qualcosa di nuovo che arricchisca la nostra quotidianità.
  • Socializzare: sembra paradossale parlare di socializzazione ma, i mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione, fortunatamente, ci permettono di stare in comunicazione e di poter dedicare del tempo per contattare un amico e/o un familiare. Di fronte alle restrizioni così importanti alla nostra libertà, la spinta creativa ha controbilanciato nel promuovere incontri e sperimentare momenti (colazioni, merende, aperitivi..) virtuali per poter condividere con glia altri la nostra quotidianità.

Spazi di Psicologia EMDR
Studio di Psicologia EMDR a Torino e Cuneo

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